La fuga dei baccelli

blog sinottico di due ricercatori in fuga

May 8th, 2012

Punti di vista – Cosi è, se vi pare

No man's land - in viaggio, Santander, by enrico.

In attesa di essere imbarcato sull’ennesimo volo Ryanair di questo ultimo anno vorrei provare a sintetizzare, in pochi punti, quanto emerso dalle elezioni amministrative di ieri:

1) Il PDL sta implodendo. Credo però si debbano evitare facili entusiasmi: Belusconi ha dato già molte prova di saper risorgere ancora più forte dalle proprie ceneri, certo che un risultato come quello di Parma (5% ai “berluscones”) sembra veramente sancire la fine di una lunga e buia stagione.

2) Il PD tiene ma non convince. Nelle regioni tradizionalmente “rosse” la fedeltà ad un voto “familiare” resiste meglio che per altre forze politiche ma questo non significa che non ci siano dei problemi. Una leadership che si sposta sempre più a destra rischia di dimenticarsi delle proprie origini per trasformarsi in una nuova DC, senza però poter contare su quelle che erano le basi sociali democristiane e, al contempo, perdendo le proprie.

3) La sinistra “vendoliana’ non decolla. SEL, duole dirlo in quanto militante, non riesce proprio a scrollarsi di dosso i propri limiti e non riesce, come invece dovrebbe, a far suoi i voti che il PD sta perdendo a sinistra. La retorica vendoliana, in assenza di un nemico ben identificabile come era il signo B è andata perdendo appeal e comincia a sembrare sempre più vuota e slegata dalla realtà.

4) L’IDV naviga a vista. Vale il discorso fatto per vendola. Inoltre, senza le capacità retoriche e le basi sociali di SEL, e senza B, diventa veramente difficile sopravvivere per il movimento di Di Pietro. La politica dovrebbe essere la spinta verso un modello sociale, nell’IDV questo modello non c’è mai stato e la crisi è evidente (fatto salvo il caso di Orlando, ma quella è un’altra storia, molto locale e poco nazionale). Si credeva che opporsi a Monti (opposizione chiaramente strumentale e dovuta essenzialmente a calcoli elettorali) avrebbe salvato la barca, forse è stato così, ma si ha la sensazione che il naufragio sia imminente.

5) La Lega è vittima di se stessa. Un ultimo ritorno alla Lega di opposizione, alla Lega dei forconi, alla Lega contro Roma Ladrona non ha convinto gli elettori ed i militanti. Tosi ha vinto, ma ha vinto in opposizione al proprio partito, ha vinto richiamandosi alla DC e l’Italia “Bianca”. Certo che era difficile che le lauree albanesi e gli investimenti africani non lasciassero il segno su una base che ha sempre fatto dell’esclusione uno dei suoi cavalli di battaglia. Ad auto-escludersi è stata, in questo caso, la stessa classe dirigente padana.

6) I “grillini” sono i veri vincitori. Credo sia una pessima notizia che per essere compresa andrebbe inserita in quel processo di emersione di forza “anti-sistema” che stiamo vedendo nelle ultime settimane in Europa (dal voto francese a Marie Le Pen a quello greco ai neo-nazisti). Intendiamoci, non penso assolutamente che Grillo ed i suoi siano dei pericolosi sovversivi di destra penso però che in Italia, ed in particolari momenti di crisi, ci si sia spesso “rifugiati” in movimenti nazional-populisti che, in alcuni casi ci hanno portato a vere e proprie tragedie. Nei due dopoguerra, solo per fare qualche esempio, movimenti come quello fascista e quello dell’uomo qualunque fecero del rifiuto del sistema politico la propria bandiera, sappiamo tutti come, in particolare nel primo caso, sia andata a finire. Ma anche il Berlusconi e il Bossi del 1994 non erano tanto diversi dal Grillo del 2012. Ciò che accomuna storicamente il grillismo con il fascismo delle origini è il rifiuto, totale e radicale, di accettare una dialettica con l’avversario che viene invece spesso deriso, sbeffeggiato e umiliato (lo storpiamento dei nomi è un elemento indicativo di questo processo). Chi non è con me, pensa molto banalmente Grillo, mi è semplicemente inferiore.

In sintesi, prima di tornare a Santander, non posso che essere un po’ preoccupato per come si stanno mettendo le cosa in Italia. Credo però che in Europa ci siano state anche delle belle notizie negli ultimi giorni: Hollande certamente ma, soprattutto, l’emergere in Grecia di una sinistra, Syriza, che crede fortemente nell’Europa, in un’Europa diversa da quella in cui stiamo vivendo.

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