La fuga dei baccelli

blog sinottico di due ricercatori in fuga

July 30th, 2011

Tamarren

Vienna, by giacomo.

Anche oltre le alpi, nel profondo est austriaco, è concessa l’epifania dei tamarri.

Devo confessare che, da buon borghese, non mi stupisce più di tanto vedere queste povere macchine ridotte in stati pietosi: oneste utilitarie gonfie, con alettoni che paion deltaplani, il cofano rosso e la carrozzeria nera con gli adesivi, i fari strani, la musica a tutto fuoco, e l’immancabile neon blu sotto la macchina, che gentilmente ti fa vedere l’asfalto sotto. Non mi stupisce più di tanto perché a bordo ci sono italiani e, sempre più, genti dell’est.

Quel che mi stupisce è la tamarritudine austriaca, che non conoscevo. In Austria infatti va tantissimo la personalizzazione della targa: quanto gli piace spendere la mamma per avere una targa particolare, e la cosa è interclasse, si vedono genti di tutte le estrazioni con queste targhe ridicole.

Non ho potuto ancora immortalare il fantastico “Wien 1″, in una Mazda decappottabile, con Mozart a tutto volume, i capelli à-la Montezemolo tinti al vento, camicia blu aperta, sigaro e sicumera da libero professionista di un certo livello, che a letto non si ritiene nemmeno tanto male.

Tuttavia mi pregio di mostrare il nostro Raul.

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Responses to “Tamarren”

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  1. Aggiornamento per gli affezionati.
    Una distinta avvocatessa, che si fregia modernamente della targa W LAW 43 o roba del genere, mi ha cortesemente spiegato che – pur non ricordandosi la cifra esatta – con poche centinaia di euri ottieni la tua bella targa personalizzata, che ti puoi tenere per ben dieci anni.

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